5 Maggio 2017 - VENEZIA: PRIMO PUNTO DI RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELLA PROPOSTA DI LEGGE PER LA SEPARAZIONE DELLA CARRIERE IN MAGISTRATURA


   04.05.2017
Novità

Dalle ore 10 alle ore 12.30, presso il Tribunale Civile di Venezia (Camera Avvocati), viene allestito il primo punto di raccolta delle firme    Camera Penale Veneziana

L'Unione delle Camere Penali ha rimesso in campo la storica battaglia che da sempre la contraddistingue: la separazione delle carriere di magistrati giudicanti e magistrati inquirenti.

Oggi viene inaugurato un importante semestre in cui tutte le camere penali aderenti all'Unione, tra cui la Camera Penale Veneziana, investiranno cuore e braccia per la campagna di raccolta firme per il disegno di legge costituzionale volto ad ottenere la concreta terzietà del Giudice, attraverso la tanto agognata separazione delle carriere.

Il motivo di tale battaglia è semplice.

Il sistema processuale soffre una profonda e difficile crisi. Il giudice terzo è il primo necessario passo verso la modernizzazione del processo nella direzione della effettività dei diritti dei cittadini.

Nel nostro paese si parla da decenni di riformare il sistema giustizia e le proposte avanzate in questo senso sono disparate ed indirizzate verso gli obbiettivi reputati più urgenti da chi, volta per volta, le avanza. In tema di prescrizione dei reati, ad esempio, le soluzioni proposte per ridurne l’incidenza vanno dall’auspicare una tempistica perentoria per lo svolgimento delle indagini preliminari (fase durante la quale si registrano obbiettivamente le maggiori lentezze) all’allungamento del tempo possibile per la celebrazione del processo.

Ci sono però principi generali – le pietre angolari dell’intero sistema, quelle per intendersi modificando le quali il sistema resta stravolto – che non tollerano interpretazioni diverse a seconda dei punti di vista.

Una di queste pietre è la terzietà del giudice, vale a dire la assoluta equidistanza del giudice da entrambi le parti del processo: parte pubblica (pubblico ministero) e parti private (imputato e danneggiato) che debbono trovare nel giudice un arbitro indifferente ed equidistante, cioè ugualmente estraneo agli interessi di cui ciascuna parte processuale è portatrice. Non si può discutere la bontà di questo principio e la necessità della sua attuazione. Si tratta di una pietra angolare poiché essa trasferisce al sistema la sua essenza di sistema accusatorio.

Ciò vuol dire che un processo nel quale tale equidistanza non sia attuata non è un processo accusatorio; non è cioè il processo che il legislatore costituzionale ha voluto. Tanto ciò è vero che il principio della terzietà è stato espressamente inserito in Costituzione all’art. 111. Ecco quindi che ogni vera riforma della giustizia non può che cominciare dal principio: la Costituzione impone la terzietà del giudice, il legislatore ordinario deve garantirla ed attuarla con ogni mezzo.

L'attuazione di un principio costituzionale non può essere infatti liquidata appellandosi alla professionalità dei singoli, ai quali sarebbe rimessa la realizzazione della terzietà come autonomia psicologica del giudicante rispetto alle parti del processo.

Va invece chiaramente affermato che un unico concorso per l'ingresso in magistratura, un unico organo disciplinare, un'unica carriera (nella quale indifferentemente si possono assumere incarichi nella Magistratura inquirente o giudicante) non rappresentano un assetto ordinamentale compatibile con il principio della terzietà del giudice, e dunque deve essere attuato un profondo cambiamento: concorsi e carriere separati; preparazione differenziata perché il pubblico ministero sia un inquirente preparato ed efficace nel condurre utili investigazioni ed il giudice sia il garante della legalità del processo in condizioni di parità delle parti; organi disciplinari separati.

L'indipendenza della magistratura ha ed avrà sempre negli avvocati i più strenui difensori; ma la realizzazione della terzietà del giudice non è rinunciabile in nome della tutela dell'indipendenza: entrambi i principi costituzionali debbono e possono essere pienamente attuati, e come l'avvocatura penale difende l'indipendenza, così chiede l'attuazione della terzietà                                                                                       

 

Il Direttivo della Camera Penale Veneziana “Antonio Pognici”

La Presidente della Camera Penale Veneziana “Antonio Pognici”

Rubrica: Novità

04.05.2017
Camera Penale Veneziana

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