28.07.2016
Cronaca del Convegno internazionale svoltosi presso l'Isola di San Servolo a Venezia il 1 e 2 luglio 2016 con contributi multimediali (per il video si ringrazia CamerePenaliTV)

 

Care Socie, cari Soci,

come a Voi noto, il 1 e 2 luglio scorsi presso il Centro Congressi dell'Isola di San Servolo a Venezia si è svolto il convegno internazionale sul tema "La centralità del ruolo dell'avvocato per la democrazia e la tutela dei diritti fondamentali" organizzato dalla Camera Penale Veneziana, con la neo-costituita Commissione Europa e Diritti Fondamentali, insieme all'Unione delle Camere Penali Italiane, con l'Osservatorio Europa e la Commissione Rapporti con l'Avvocatura Internazionale, all'Ordine degli Avvocati di Venezia ed alla Fondazione Feliciano Benvenuti.

L'evento, al quale è stato dato risalto sui quotidiani locali e nazionali, è stato onorato, per la prima volta nella storia della nostra Associazione, del conferimento della Medaglia del Presidente della Repubblica e si è svolto sotto l'auspicio del Segretario Generale del Consiglio d'Europa, Thorbjørn Jagland, che ha anche concesso il patrocinio all’iniziativa unitamente all’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa, al Consiglio Nazionale Forense ed al Centro Inter-Universitario Europeo per i Diritti Umani e la Democratizzazione.

I lavori delle cinque sessioni dedicate agli "Avvocati per la democrazia", agli "Avvocati per i Diritti Fondamentali" ed agli "Avvocati minacciati”, nella giornata di venerdì 1 luglio, ed alla "Tutela dei diritti fondamentali avanti la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ed alla Corte Penale Internazionale" ed alla "Road map verso il Primo Congresso dell'Unione Internazionale degli Avvocati Penalisti Europei" nella mattinata di sabato 2 luglio sono stati trasmessi in diretta streaming da RadioRadicale, grazie alla disponibilità delle interpreti che hanno assicurato la traduzione simultanea in Italiano, Inglese e Francese, e, chi fosse interessato, in attesa della pubblicazione degli atti, può trovarne le registrazioni ai link evidenziati oltre alle interviste ad alcuni dei protagonisti e degli organizzatori andate in onda su IusLaw WebRadio.

Il Convegno, in linea con l'idea e lo spirito che l'hanno animato, è stato caratterizzato dalla condivisione di esperienze concrete che hanno visto e vedono l'avvocato protagonista anche in contesti ove l’esercizio dell’attività defensionale espone a rischi concreti per l’incolumità fisica se non, addirittura, per la vita, ed ha rappresentato un'importante occasione di dialogo e confronto per i rappresentanti dell'Avvocatura internazionale intervenuti, nell'ottica di impostare un'azione comune e coordinata volta a contrastare, nel nome della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, l'atteggiamento generalizzato delle democrazie europee che, a fronte di fenomeni di stringente e drammatica attualità quali il terrorismo e l’immigrazione, hanno ridotto, fino a sospendere, il livello delle garanzie dei cittadini.

Dopo la presentazione dell'evento si sono susseguiti gli interventi dei Presidenti delle Associazioni e delle Istituzioni organizzatrici, l'Avv. Annamaria Marin per la Camera Penale Veneziana, l'Avv. Beniamino Migliucci per l'Unione delle Camere Penali Italiane, l'Avv. Paolo Maria Chersevani per il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Venezia che ha portato anche il messaggio di augurio del Sindaco di Venezia, Dott. Luigi Brugnaro, l'avv. Renato Alberini per la Fondazione Feliciano Benvenuti e l'Avv. Andrea Pasqualin in rappresentanza del Consiglio Nazionale Forense, dal momento che il suo Presidente, avv. Andrea Mascherin, a causa di un impegno sopraggiunto, non ha potuto presenziare affidando, tuttavia, ad una nota scritta il suo plauso all'iniziativa.

La prima sessione, dedicata agli "Avvocati per la democrazia", è stata presieduta e coordinata dall’Avv. Beniamino Migliucci, Presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, alla prima uscita ufficiale quale Presidente dell’Unione Internazionale degli Avvocati Penalisti Europei, il quale nel corso dei suoi interventi ha ricordato, nella commozione generale, la figura dell'Avv. Fulvio Croce. Tra i Relatori, l’Avv. Monia El Abed, dell’Ordine Nazionale degli Avvocati di Tunisia, Premio Nobel per la Pace 2015 quale componente del c.d. "Quartetto per il dialogo nazionale tunisino", ha portato la sua testimonianza del lavoro svolto dall'Avvocatura per realizzare l'obiettivo di costituire una democrazia pluralistica in Tunisia dopo la Rivoluzione dei Gelsomini del 2011, ben sintetizzato nella definizione di "avvocato come architetto del futuro del proprio paese"; abbiamo apprezzato, poi, l'appassionato intervento dell’Avv. Corinne Dreyfus-Schmidt, Presidente dell’Associazione degli Avvocati Penalisti Francesi e Vice-Presidente dell’Unione Internazionale degli Avvocati Penalisti Europei, che ha evidenziato le criticità derivanti dallo stato di emergenza e dalla sospensione delle Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo a seguito degli attentati terroristici che hanno sconvolto Parigi la sera del 13 novembre dell’anno scorso con la conseguente adozione di provvedimenti restrittivi delle libertà individuali adottati senza preventivo controllo giurisdizionale, ed, al contempo, la necessità per l'Avvocatura di essere, ora più che mai, garante dell'effettività dei diritti di tutti. Ha concluso la sessione l'intervento dell’avv. Ezio Menzione, osservatore dell’Unione delle Camere Penali Italiane in Turchia, il quale ha dato lucidamente conto di una situazione di grave pericolo per la democrazia, lo stato di diritto e la tutela dei diritti fondamentali in un Paese nel quale, da anni, avvocati, giornalisti ed accademici vengono processati a causa dell'esercizio delle loro funzioni, e che oggi, a seguito del fallito tentativo di colpo di stato, si è rivelata in tutta la sua drammaticità coinvolgendo anche magistrati, funzionari pubblici e privati cittadini.

Nell’ambito della seconda sessione è stato trattato il tema degli "Avvocati per i Diritti Fondamentali" con la presidenza ed il coordinamento della nostra Presidente, Avv. Annamaria Marin, che ha sottolineato l'importanza della funzione sociale dell'avvocato quale baluardo della difesa dei diritti non solo nel processo, ma anche, grazie all'attività delle associazioni forensi, nella società civile. Ha aperto gli interventi l’Avv. Prof. Jean Jacques Uettwiller, Presidente dell’Unione Internazionale degli Avvocati, la più antica associazione forense internazionale, il quale ha svolto delle precise considerazioni di politica internazionale evidenziando come oggi l'avvocato, definito con una felice espressione quale "sentinella dei diritti fondamentali", si trovi ad operare nel bel mezzo dello "tsunami" provocato dallo scontro delle tre "zolle tettoniche" della sicurezza pubblica, della ricerca di introiti fiscali e dei diritti fondamentali. E' stata la volta, poi, dell’avv. spagnolo specializzato in diritti umani Fernando Piernaveja Niembro, del Foro di Malaga, che ha rimarcato - soffermandosi, in particolare, sull'importanza di assicurare il diritto di accesso alla difesa - come l'avvocato sia la prima e l'ultima linea della difesa dei diritti fondamentali, dal momento che assicura l'assistenza al proprio assistito dall'inizio del procedimento, fino a quando questi, condannato, debba scontare la pena. L'ultima relazione della sessione è stata quella dell'avv. Monica Gazzola, nostra socia e componente della Commissione Europa e Diritti Fondamentali, intervenuta quale responsabile del Progetto Lampedusa del Consiglio Nazionale Forense, che ci ha emozionato col racconto di un'esperienza che ha dato lustro all'Avvocatura italiana ed ha, recentemente, ispirato il Progetto di assistenza presso l'Hot Spot di Lesbo a cura del Consiglio degli Ordini degli Avvocati Europei (CCBE).

La terza ed ultima sessione di venerdì 1 luglio era dedicata ad un tema che ci è particolarmente caro e del quale finalmente si inizia a parlare anche nel nostro Paese, quello, cioè, degli "Avvocati minacciati”, per tali dovendosi intendere non solo i casi estremi dei molti, purtroppo, Colleghi assassinati, imprigionati e perseguitati per l’esercizio delle loro professione in Paesi dove il livello di democrazia è scarso, se non assente, ma anche le situazioni, ben presenti nell’ambito delle democrazie più evolute, che portano l’opinione pubblica ad identificare il difensore col reato del quale deve rispondere l’assistito con conseguenti aggressioni fisiche o verbali attraverso i social media, quasi che il diritto di difesa debba essere assicurato solo per talune categorie di reati ed escluso per altre. L'ha presieduta e coordinata, l’Avv. Nicola Canestrini, delegato dell’Unione delle Camere Penali Italiane per gli Avvocati minacciati che ha presentato in anteprima la piattaforma multimediale del Progetto Endangered Lawyers dell'Unione delle Camere Penali Italiane, ed ha visto intervenire l’Avv. Michel Benichou, Presidente del Consiglio degli Ordini degli Avvocati Europei (CCBE) - che rappresenta attualmente quarantasette ordini nazionali forensi europei ed ha come scopo quello di difendere lo stato di diritto, i cittadini e gli avvocati oggetto di minacce - il quale ha ribadito l'importanza della coesione in Europa non solo fra gli Stati, ma anche nell'Avvocatura per assicurare il più alto standard di tutela dei diritti fondamentali; l’Avv. Prof. Holger Matt, Presidente dell’European Criminal Bar Association, ha illustrato l'attività dell'associazione in difesa dei Colleghi minacciati auspicando il coordinamento delle varie Associazioni intervenute per un'azione comune ed efficace. Ha concluso la prima giornata di lavori l’Avv. Bertrand Favreau, Presidente dell’Istitut des Droits de l'Homme des Avocats Europèens, l'associazione che costituisce un vero e proprio punto di riferimento da molti anni a questa parte sul tema e che pubblica, tramite il suo Osservatorio, un rapporto annuale sugli Avvocati assassinati, imprigionati e perseguitati nel mondo, il quale ci ha voluto onorare di una relazione in perfetto italiano sulle enormi difficoltà che devono affrontare quotidianamente molti nostri Colleghi nel mondo per poter adempiere al mandato defensionale.

La mattina di sabato 2 luglio i lavori sono ripresi con la sessione dedicata alla "Tutela dei diritti fondamentali avanti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Corte Penale Internazionale", con la presidenza ed il coordinamento dell'Avv. Paola Rubini, Responsabile dell'Osservatorio Europa dell'Unione delle Camere Penali Italiane, la quale ha opportunamente rilevato che se non avvertiamo come essenziale per la nostra professione il tema dei diritti fondamentali non possiamo nemmeno definirci avvocati difensori. E' intervenuto il Dott. Roberto Chenal, giurista presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha tratteggiato l'importanza della figura dell'avvocato in quanto portatore di una domanda di giustizia  nell'ottica della tutela dei diritti fondamentali anche, e soprattutto, laddove, a livello interno, vi siano lacune normative, analizzando sia gli obblighi che i diritti che derivano dall'esercizio della sua funzione; la Dott.ssa Emma Rizzato, Magistrato, già Giurista presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha trattato nello specifico della possibilità di intervento nei ricorsi individuali da parte di Ordini ed Associazioni forensi; l'avv. Antonella Mascia, specializzata in diritti umani, già giurista presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ha relazionato, facendo riferimento a casi concreti da lei patrocinati, sulla necessità di una preparazione altamente specializzata per poter adire con successo la Corte di Strasburgo; sono seguiti, poi, gli interventi dell'Avv. Esteban Peralta Losilla, Responsabile della Sezione di supporto ai difensori presso la Corte Penale Internazionale che ha salutato con entusiasmo il fatto che sia stato riservato uno spazio appositamente dedicato all'argomento ed ha illustrato il ruolo del suo ufficio ed i criteri per l'ammissione a far parte della lista dei difensori abilitati a difendere avanti la Corte Penale Internazionale, e dell'Avv. Yare Fall, Rappresentante dei difensori alla ACLT presso la Corte Penale Internazionale che ha lamentato come a fronte del grandissimo numero degli Avvocati italiani, la percentuale di difensori abilitati a difendere avanti la Corte sia irrisoria ritenendo un tanto dovuto, essenzialmente, alla mancanza di informazione.

I lavori del Convegno si sono chiusi con la sessione nella quale è stata presentata "La Road map verso il primo Congresso Internazionale dell’Unione Internazionale degli Avvocati penalisti Europei", con la presidenza ed il coordinamento dell'Avv. Prof. Nicola Mazzacuva, Responsabile della Commissione Rapporti con l'Avvocatura Internazionale dell'Unione delle Camere Penali Italiane, che dopo aver delineato le componenti (che attualmente consta dei Penalisti Italiani, Francesi, Portoghesi, Sammarinesi, Spagnoli, Tedeschi, Turchi)  insieme ai principi che animano l'Unione Internazionale degli Avvocati Penalisti Europei ed aver preannunciato che al prossimo incontro della Giunta esecutiva, in programma per la fine del mese di settembre p.v. a Bologna, vi sarà all'ordine del giorno l'approvazione del Regolamento che verrà, poi, sottoposto per la ratifica al Primo Congresso dell'Associazione, ha stigmatizzato la deriva che caratterizza i nostri tempi dove, accanto al diritto penale legislativo, ci troviamo a fare i conti col diritto penale giurisprudenziale con buona pace dei principi liberali della riserva di legge e di legalità. Nel suo intervento, quale Vice-Presidente dell'Unione Internazionale degli Avvocati Penalisti Europei, l'Avv. Corinne Dreyfus-Schmidt, che avevamo avuto modo di apprezzare anche il giorno precedente, ha posto l'accento sulla necessità da parte dell'Avvocatura penalista europea di esercitare un'attività di lobbying nei confronti delle istituzioni europee ed internazionali per sensibilizzarle alla cultura della tutela dei diritti fondamentali con particolare riferimento al diritto di difesa. L'altro Vice-Presidente dell'Unione Internazionale degli Avvocati Penalisti Europei, l'Avv. Prof. Victor Moreno Catena, Presidente dei Penalisti Spagnoli, nell'evidenziare come, oggi, il vento non soffi in favore dei diritti fondamentali dal momento che le minacce terroristiche hanno fatto diventare normale ciò che prima era eccezionale, con l'adozione di misure tali da incidere sulle libertà fondamentali che precedono il verificarsi del reato e non sempre sono sottoposte al controllo dell'autorità giudiziaria, ha ribadito l'importanza dell'Associazione per far sentire la voce dell'avvocatura penalista europea a tutela del diritto di difesa.

Nel ringraziare i componenti della Commissione Europa e Diritti Fondamentali, avv.ti Roberto Bolognesi, Isabella Da Re, Monica Gazzola, Paola Loprieno, Luca Mandro, insieme al Vice Presidente, Avv. Giorgio Bortolotto, ed al Consigliere Avv. Augusto Palese per il prezioso apporto all'organizzazione, nonchè, ancora, gli amici di tutta Italia ed i prestigiosi relatori che hanno partecipato e contribuito alla riuscita dell'evento, auspichiamo che l’iniziativa, dalla quale tutti siamo usciti  arricchiti ed ancor più fieri di essere Avvocati, possa essere replicata anche all’estero, con la consapevolezza di aver creato le premesse per un’Avvocatura internazionale coesa nella direzione di far sì che venga sempre assicurato il più alto livello di tutela dei diritti fondamentali. E della voce dell'Avvocatura - insieme a quella delle altre componenti della società civile - oggi più che mai, si avverte la necessità a fronte della quotidiana e clamorosa violazione dei principi dello stato di diritto e dei diritti fondamentali nell'ambito di un Paese facente parte del Consiglio d'Europa, come tale soggetto al rispetto della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, qual è la Turchia. Se, infatti, non può essere avallato in alcun modo il tentativo di rovesciare l'ordinamento democratico attraverso l'uso della forza, del pari, vanno condannati con fermezza e decisione le destituzioni e gli arresti di massa che hanno colpito magistrati, accademici, giornalisti, avvocati, impiegati pubblici e privati cittadini ai quali è stato, altresì, impedito di incontrare i famigliari ed i propri difensori in condizioni di detenzione spesso inumane e degradanti, come testimoniato dalle crude immagini diffuse dai media internazionali. Anche il dibattito stimolato dalle autorità Turche sulla reintroduzione della pena di morte nel Paese, peraltro con efficacia retroattiva, si pone in evidente violazione degli impegni internazionali assunti. In un simile contesto la sospensione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo formalizzata dal Governo di Ankara ai sensi del suo art. 15 (che, tuttavia, non  consente deroga alcuna al rispetto al diritto alla vita, al diritto di non subire tortura, alla proibizione di tenere in condizioni di schiavitù o servitù ed al principio del nulla poena sine lege), non può che allarmare ulteriormente e ci impone, in virtù della nostra funzione sociale, di attivarci, da un lato, perchè il Consiglio d'Europa verifichi l'attualità della sussistenza delle condizioni che legittimano la partecipazione della Turchia al consesso che si prefigge come scopi il rafforzamento della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani; dall'altro, affinchè vengano immediatamente sospesi i negoziati di adesione della Turchia all'Unione Europea. In questo senso, il fatto che l'Unione Internazionale degli Avvocati Penalisti Europei, su inziativa dell'Unione delle Camere Penali Italiane, abbia inteso dare seguito all'esperienza del Convegno di Venezia ed alla volontà politica che ne è scaturita mediante un incisivo appello al Consiglio d'Europa affinchè venga garantito il rispetto dei diritti fondamentali in Turchia, ci deve rendere tutti ulteriomente orgogliosi di aver promosso l'evento.

Alle prossime occasioni d'incontro!   

 

Federico Cappelletti 

Coordinatore del Comitato Scientifico ed Organizzatore del Convegno

Responsabile della Commissione Europa e Diritti Fondamentali della Camera Penale Veneziana