La Camera Penale Veneziana su Facebook:

17.07.2020 15:07 Camera Penale Veneziana

Il Presidente Renzo Fogliata intervistato nell’ambito di Giustizia Caffè in merito a quanto recentemente accaduto presso la Corte d’Appello di Venezia

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09.07.2020 09:07 Camera Penale Veneziana

PILLOLE DI...

“RICORSO IMMEDIATO AL GIUDICE DI PACE": un istituto ad alta velocita. Quali vantaggi comporta per la persona offesa? Cosa puó aspettarsi il difensore dell’imputato? Come redigere l’atto nel modo più efficace? Quali insidie potresti dover affrontare se decidessi di usarlo?

Ne parleremo con l'Avv. Massimo Libri, Giudice di Pace di Venezia.

Se sei interessato a trovare una risposta a queste domande o a condividere la tua esperienza, scrivi una mail all'indirizzo commissionegiovaniavvocati.cpv@gmail.com per avere il link e partecipare il 16.07.2020 ore 17 al secondo incontro organizzato dalla Commissione per la promozione dei Giovani Avvocati, ti aspettiamo!

Il Responsabile della Commissione Damiano Danesin

La Referente della Commissione Sarah Franchini

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29.06.2020 12:06 Camera Penale Veneziana

Il progetto Agone va in Inghilterra.

Il prof. Lorenzo Pasculli (Coventry University), il barrister George Hepburne Scott (Church Court Chambers) e l’avv. Simone Zancani (Vice Presidente della Camera Penale Veneziana) si confrontano sull’approccio italiano e inglese all’amministrazione della giustizia ai tempi della pandemia da Covid19. Modera l’avv. Gianmarco Bondi.

La conversazione si è tenuta in italiano e inglese e, pertanto, si è ritenuto di offrire una trascrizione tradotta in allegato.

Progetto Agone goes to England.

Professor Lorenzo Pasculli (Coventry University), barrister George Hepburne Scott (Church Court Chambers), and avvocato Simone Zancani (Vice President of Camera Penale Veneziana) discuss the Italian and English approach to the administration of justice in the times of the Covid19 pandemic. The panel is moderated by avvocato Gianmarco Bondi.

The talk was held in Italian and English and, therefore, it was decided to provide a translated transcript in the attachments.

https://www.youtube.com/watch?v=uUnB5R2HgXo

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24.06.2020 18:06 Camera Penale Veneziana

Il comunicato del Direttivo della Camera Penale Veneziana circa la presa di posizione della Giunta Esecutiva Sezionale dell'A.N.M.

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15.06.2020 18:06 Camera Penale Veneziana

Nell'ambito del progetto Agone si parla di Covid-19 e carcere con la Presidente del Tribunale di sorveglianza di Venezia, Dott.ssa Linda Arata, la componente del Collegio del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Avv. Emilia Rossi e l'Avv. Ilenia Rosteghin, componente del Consiglio Direttivo e della Commissione Carcere della Camera Penale Veneziana. Il confronto è moderato dall'Avv. Luca Mandro, segretario della Camera Penale Veneziana.

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12.06.2020 17:06 Camera Penale Veneziana

PILLOLE DI...

"INVESTIGAZIONI DIFENSIVE PERSONALI E REALI": cosa sono? In cosa consistono? Perché e quando farle? Come farle nel modo corretto e più efficace? Quali problemi potresti riscontrare?

Se sei un praticante o un giovane collega interessato a trovare una risposta a queste domande o a condividere la tua esperienza, scrivi una mail all'indirizzo commissionegiovaniavvocati.cpv@gmail.com per avere il link e partecipare il 18.06.2020 ore 17 al primo incontro organizzato dalla Commissione per la promozione dei Giovani Avvocati, ti aspettiamo!

Il Responsabile della Commissione Damiano Danesin

La Referente della Commissione Sarah Franchini

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10.06.2020 22:06 Camera Penale Veneziana

Proseguono i dialoghi del progetto Agone.

L'avv. Salvatore Scuto del Foro di Milano, già Vice Presidente dell'U.C.P.I., il dott. Stefano Buccini, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Venezia e l'avv. Renzo Fogliata, Presidente della Camera Penale Veneziana, si confrontano sulle fibrillazioni della politica giudiziaria.

Il dialogo è moderato dal Vice Presidente della Camera Penale Veneziana avv. Simone Zancani.

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04.06.2020 09:06 Camera Penale Veneziana

PILLOLE DI....

La Commissione per la Promozione dei Giovani Avvocati vuole offrire, in special modo a praticanti e giovani colleghi, un nuovo progetto.

Un percorso di brevi ma utili incontri, delle "pillole formative", su alcuni degli istituti del diritto penale sostanziale e procedurale più rilevanti, attraverso una condivisione di esperienze pratiche.

Le prime due puntate si terranno sulla piattaforma zoom: giovedì 18.06.2020 ore 17.00 sul tema delle investigazioni difensive (personali e reali) e giovedì 16.07.2020 ore 17.00 sul ricorso immediato al giudice di pace.

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04.05.2020 18:05 Camera Penale Veneziana

Primo dialogo del progetto Agone con protagonisti d'eccezione: il Presidente di Sezione penale della Corte d'Appello di Venezia, Cons. Carlo Citterio, e il Presidente della Camera Penale Veneziana, Avv. Renzo Fogliata.

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14.04.2020 16:04 Camera Penale Veneziana

La presa di posizione della Commissione Carcere sulla situazione degli istituti di pena fra emergenza sanitaria e attuale normativa.

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08.04.2020 10:04 Camera Penale Veneziana

E' con profondo dolore che i penalisti veneziani salutano Paolo Sorgato, collega e amico indimenticabile. Professionista serio e uomo generoso, che ha combattuto nelle aule e nella vita sempre con eguale coraggio e rettitudine.

Che la terra ti sia lieve, Paolo.

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17.03.2020 10:03 Camera Penale Veneziana

La Camera Penale Veneziana saluta Francesco Saverio Pavone, magistrato di cui gli avvocati penalisti veneziani hanno ammirato la tenacia, la preparazione e la instancabile sete di giustizia. Avversario leale e uomo giusto, resterà nel ricordo degli avvocati del Veneto quale esempio di magistrato virtuoso e disponibile al confronto aperto e diretto con la difesa.

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16.03.2020 11:03 Camera Penale Veneziana

Pubblichiamo il comunicato della Commissione Carcere della Camera Penale Veneziana frutto di un approfondimento svolto in seguito a quanto accaduto la scorsa settimana negli istituti penitenziari veneziani.

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Venezia, lì 14 marzo 2020

Oggetto: Comunicato della Commissione Carcre della Camera Penale Veneziana ""Antonio Pognici"

Le detenute della Casa di Reclusione Femminile di Venezia hanno inviato stamane, per il tramite della Direttrice, una lettera al Ministro della Giustizia, con la quale hanno inteso manifestare la loro protesta solidale e formulare il loro appello volto ad affrontare una situazione che è – dicono – “ben più grave di quanto in realtà le istituzioni fanno credere”. Raccontano la drammaticità del vivere questi giorni di preoccupazione lontano dai propri affetti, senza poter essere in alcun modo di sostegno alle proprie famiglie con le quali i colloqui da ben due settimane sono sospesi.

La lettera è formulata all’esito di una assemblea tenutasi nei giorni in cui in molti istituti di tutta Italia le proteste hanno assunto la gravità che ci è ben nota; essa esprime la preoccupazione delle detenute veneziane rispetto a tali violenze, tanto da farsi esse stesse motore di una forma di manifestazione non violenta e solidale, una protesta pacifica che auspicano possa essere assunta a paradigma in tutte le carceri italiane.

Assieme all’appello a valutare seriamente provvedimenti di amnistia e indulto e a favorire la concessione di misure alternative, le detenute hanno versato ciascuna la somma di un euro per donarlo al reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, quale segno di vicinanza a quanti affrontano le conseguenze più serie di questa emergenza sanitaria.

Il 10 marzo anche all’interno della Casa circondariale di Venezia - Santa Maria Maggiore si sono registrate proteste da parte dei detenuti, consistite nella battitura delle inferriate e nell’appiccamento di qualche fuoco.

Il Questore ha smentito le ipotesi circolate in quei frangenti relative a episodi di evasione. L’onda delle proteste tra i detenuti che negli ultimi giorni ha percorso tutta Italia è dunque transitata anche a Venezia. Non uno tsunami, non una nuova “aqua granda” ma un segnale di disperazione, l’ennesimo, forte, che non possiamo continuare a ignorare.

Eloquenti, ci paiono, le differenti modalità con cui ha trovato sfogo la protesta delle detenute veneziane, ben diverse dai drammatici fatti che, talvolta con epiloghi tragici, hanno coinvolto numerosi altri istituti.

La Casa di Reclusione Femminile di Venezia che ha una capienza regolamentare di 115 persone, ospita a oggi 85 detenute consentendo loro condizioni di vita dignitose tramite una discreta possibilità di accesso al lavoro e ad attività trattamentali anche grazie a una rete capillare di numerose cooperative e garantendo colloqui coi familiari via Skype.

L’assenza di sovraffollamento e le migliori condizioni di vita hanno consentito loro, dunque, di percepire la minor drammaticità delle condizioni di rischio igienico-sanitario derivanti dall’attuale pandemia e, al contempo, di comprendere e accettare con maggior serenità le restrizioni imposte ai colloqui.

Al contrario, il tasso di affollamento degli altri istituti di pena in Italia si attesta mediamente attorno al 120%: secondo i dati del Ministero della Giustizia al 29 febbraio i detenuti erano 61.230, a fronte di una capienza regolamentare pari a 50.931 posti.

La casa circondariale di Venezia Santa Maria Maggiore ospitava al 4 marzo u.s. (sempre secondo i dati del Ministero) ben 268 detenuti, a fronte di una capienza di 169. Ciò significa che il tasso di affollamento dell’istituto veneziano supera il 158%.

Dati allarmanti che non descrivono una situazione emergenziale quanto piuttosto la difficile realtà cronica e diuturna di chi vive e frequenta i luoghi di detenzione nel nostro Paese.

Del resto, siffatta congestione si lega a doppio filo alla carenza di trattamenti volti a consentire al detenuto una risocializzazione; ciò che si riverbera senza meno nella atrocità di una detenzione unicamente orientata alla afflizione senza alcuna prospettiva per il futuro.

In questi frangenti dovrebbe risuonare adamantino e imperioso il monito della sentenza Torreggiani, con cui la Corte EDU nel 2013 ha condannato l’Italia anche per la sistematicità del sovraffollamento delle sue carceri, rilevando che «la violazione del diritto dei ricorrenti di beneficiare di condizioni detentive adeguate non è la conseguenza di episodi isolati, ma trae origine da un problema sistemico risultante da un malfunzionamento cronico proprio del sistema penitenziario italiano, che ha interessato e può interessare ancora in futuro numerose persone».

Vogliamo davvero pensare che il sovraffollamento non abbia in alcun modo aggravato questa emergenza sanitaria? Che le carenze di spazi, di condizioni igienico - sanitarie, di personale, di presidi non abbiamo in alcun modo inasprito il rischio di contagio fra detenuti e operatori – e in ogni caso la percezione dello stesso –, o acuito la sensazione di abbandono tra i ristretti?

E ancora.

Costituisce forse un caso che gli istituti ove il trattamento è orientato in misura maggiore alla funzione rieducativa della pena abbiano reagito in maniera diversa alla emergenza sanitaria di questi giorni?

Consideriamo inoltre che ben 53 sono i suicidi avvenuti in carcere nel 2019 e 9 quelli avvenuti dall’inizio del 2020 – senza annoverare tra questi anche i decessi avvenuti in occasione delle proteste di questi ultimi tragici giorni, a quanto pare cagionati dall’abuso di metadone e di farmaci indebitamente sottratti a cui non è stata riservata alcuna pietas –; peraltro, oltre il 25% dei detenuti in Italia è tossicodipendente mentre il 27% assume psicofarmaci.

Deve stagliarsi chiaro e distinto in tutti – e, in particolare, in chi riveste una funzione politica – che la tutela dei diritti non costituisce mera clemenza quanto piuttosto trova la sua scaturigine in un obbligo.

Deve essere parimenti chiaro che la gestione di una emergenza sanitaria concerne tutta la popolazione, anche quella che sconta una pena.

Individuare soluzioni tempestive ed efficaci per ridurre il rischio di contagio tra la popolazione dei detenuti e tra quanti frequentano a vario titolo gli istituti di pena è un dovere giuridico prima ancora che etico. Per quanto la violenza (che ha connotato alcune delle azioni di protesta dei detenuti va censurata) sia deprecabile, pur tuttavia non ne vanno sottaciute le ragioni più profonde e drammatiche e, soprattutto ne vanno analizzate e affrontate le cause, con senso di responsabilità, durante e dopo l’emergenza.

All’uopo ora si impongono soluzioni eccezionali quali l’amnistia e l’indulto. Occorre, inoltre, immediatamente rafforzare il personale del Tribunale di Sorveglianza al fine di verificare quanti detenuti abbiano diritto a ottenere la detenzione domiciliare ovvero la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, anche aumentando con decreto legge il tetto della pena da scontare per accedere al beneficio.

È indispensabile in questo momento ridurre fortemente i nuovi ingressi nelle carceri, rafforzando il ricorso alla misura cautelare degli arresti domiciliari e sospendendo gli ordini di esecuzione per pene residue inferiori almeno a due anni.

Il diritto alla salute è un diritto inviolabile anche – e forse soprattutto – per chi si trova ristretto in carcere.

Commissione Carcere della Camera Penale Veneziana

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05.03.2020 17:03 Camera Penale Veneziana

La missiva inviata in data odierna alle Autorità giudiziarie del distretto contenente la presa di posizione del Consiglio Direttivo circa il modo con cui è stata sinora affrontata l'emergenza sanitaria.

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27.02.2020 21:02 Camera Penale Veneziana

La lettera del Presidente avv. Renzo Fogliata, anche a nome delle altre Camere Penali del Distretto, indirizzata alle Autorità Giudiziarie lunedì u.s. in relazione al rischio sanitario da contagio da "coronavirus-Covid19".

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22.02.2020 22:02 Camera Penale Veneziana

La Camera Penale Veneziana presente in gran numero all’inaugurazione dell’anno giudiziario dei penalisti a Brescia #UCPI

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17.02.2020 18:02 Camera Penale Veneziana

Oggi presso l’Aula Magna Ca’ Dolfin dell’Università Ca’ Foscari si è tenuto il convegno “Diritto penale e tutela degli animali”.

I relatori sono stati la dott.ssa Marta Paccagnella, l’avv. Maria Cristina Giussani, l’avv. Michele Pezone, la prof.ssa Sara De Vido ed il dott. Carmine Guadagno. È intervenuto il Magg. Elisabetta Tropea, Comandante del Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Venezia. Il convegno è stato moderato dall’avv. Monica Gazzola.

Un ringraziamento alla Commissione Diritti Fondamentali che si è occupata dell’organizzazione dell’evento.

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16.02.2020 19:02 Camera Penale Veneziana

E dopo l'inaugurazione da parte del Presidente Renzo Fogliata dei corsi sulla tutela dei diritti umani presso la Corte europea dei diritti dell'uomo, la Camera Penale Veneziana partecipa agli stessi organizzati dal Global Campus of Human Rights con Luca Fonte, Carmela Parziale, Gianmarco Bondi, Ilenia Rosteghin, Tiziana Ceschin, Luca Mandro, Federico Cappelletti e con Valentina Alberta, Marina Silvia Mori, Roberto Chenal, Veronica Manca.

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12.02.2020 17:02 Camera Penale Veneziana

Pubblichiamo l'audio dell'intervento dell'avv.prof. Emanuele Fragasso svolto all'Assemblea della Camera Penale Veneziana del 28 gennaio 2020 in occasione dell'astensione indetta dall'Unione delle Camere Penali Italiane.

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05.02.2020 17:02 Camera Penale Veneziana

Il discorso del Presidente della C.P.V. Renzo Fogliata nella cornice della inaugurazione dell'anno giudiziario 2020 presso la Corte d'Appello di Venezia

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23.01.2020 16:01 Camera Penale Veneziana

Solidarieta' rivolta alla Camera Penale Vittorio Chiusano a seguito della vicenda di Asti

La missiva inviata dal Presidente Renzo Fogliata alla Camera Penale Vittorio Chiusano

Tanto est accusare quam defendere, quanto facere quam sanare vulnera facilius

Così Marco Fabio Quintiliano sintetizzava, come meglio non si potrebbe, la distanza siderale della missione del difensore rispetto a quella dell’accusatore.

Due emisferi opposti dello stesso globo, sì, ma la Stella Polare e la Croce del Sud, che guidano i naviganti nell’uno e nell’altro, sono due astri molto, molto diversi. Persino il patrimonio squisitamente etico, che inevitabilmente costituisce il basamento dell’azione di entrambi, promana da fonti distinte, affonda in un terreno inconfondibilmente altro.

Ed in sintesi, almeno per il grande Maestro di oratoria, difendere è infinitamente più difficile che accusare; tanto più difficile che è addirittura assimilabile alla differenza tra il guarire le ferite e l’infergerle.

Non solo. Per il retore iberico, l’oratore non solo doveva essere munito di una cultura straordinaria, ma doveva essere onesto; un allaccio alla tradizione repubblicana del vir bonus dicendi peritus, di catoniana memoria.

Sapienza ed onestà facevano dell’oratore uno strumento importante e possente di persuasione, volto a disvelare il vero ed il giusto.

Quasi millesettecento anni dopo, l’avvocato Carlo Goldoni ci riferisce che presso le magistrature della Repubblica Veneta il cuore del processo era la discussione degli avvocati, così come, egli sostiene, nella Roma repubblicana o nella Grecia classica.

Secoli di raffinata civiltà sono senz’ombra di dubbio oggi esiliati dalle aule di Giustizia. Il certame dialettico, che il legislatore del 1988 ha imposto addirittura quale primigenia fonte creatrice delle prove e, con esse, delle realtà e verità processuali, è alle corde; spesso, già nella fase del contraddittorio per la prova ma, certamente, nel momento deputato al contraddittorio sulla prova.

In Piemonte, la magistratura associata eleva alti lai contro gli amici della Camera Penale di Torino, per le forti iniziative intraprese per tenere viva la fiaccola dello sdegno su giudici astigiani che hanno pronunciato sentenze, con pene detentive elevatissime e per fatti orribilmente infamanti, prima e senza l’arringa del difensore dell’imputato principale; proprio quello al quale sarà irrogata la pena più pesante di undici anni di reclusione.

Ma non si fermano qui. Accortosi del monstrum partorito, il Presidente strappa d’impeto il dispositivo appena letto in un’aula attonita, così perpetrando, coram populo, un bel falso per soppressione. Poi, il documento viene ricostituito ma, insegnavano gli antichi maestri, quod factum est infectum fieri nequit.

Il fatto non è posto in essere da un solo uomo, distratto, narcolettico o stravagante. Sono ben tre i giudici. È un collegio. Ma non basta. Il Procuratore Generale Saluzzo, che censura aspramente i colleghi penalisti torinesi, dice – così riferisce la stampa – trattarsi di un fatto unico e senza precedenti.

Ne discende che persino la cara, vecchia, elementare regola di non parlare senza certezza di ciò che si afferma è stata violata. Evidentemente è un climax di violazione di canoni fondamentali, tanto più appariscente se proviene da chi rappresenta Legge e Giustizia.

Sappia il Procuratore Saluzzo che in quel di Padova, il 12 novembre dell’anno del Signore 2013, un GUP del Tribunale fece esattamente lo stesso. Solo che ebbe il buon gusto ed il senso di legalità di non strappare alcunché. Oggi presta servizio nel settore civile. La qual ultima cosa, peraltro, rende del tutto legittima la richiesta dei colleghi torinesi, alla quale ci associamo: siano almeno trasferiti al settore civile.

Ma la questione è ben più ampia. La vicenda di Asti e quella di Padova sono solo la punta di un iceberg. In questi casi infatti, qualcuno, perduti i freni inibitori nel furor di un processo intimamente vissuto come statario, si è spinto colposamente oltre il vallo.

Ma la gran massa dei giganti di ghiaccio rimane coperta sotto la superficie del mare. Fuor di metafora, una classe di tecnoburocrati ha capovolto l’eccesso illuminista del giudice bouche de la loi nell’eccesso opposto di un giudice legislatore. Una Cassazione che non fornisce più solo canoni interpretativi – l’unica accezione legale di nomofilachia - ma forgia principi normativi, si fa fonte del diritto. Un giudice che, sovente, confrontando la fattispecie concreta con la fattispecie astratta si dà da sé tutte le risposte, munito sempre meno di codici e sempre più di pacchi di Sezioni Unite, ha ed avrà sempre meno bisogno di un fastidioso commentatore di ciò che gli è già chiaro. Lui, tecnico e spesso tecnicista, inventore talvolta di soluzioni interpretative che aggirano leggi non gradite, giudicate irrazionali, partorite da chi di tecnico ha poco o nulla, sente sempre meno la necessità di essere solo sintesi di una tesi e di un’antitesi altrui, ma è, più facilmente, già lui la tesi che in metamorfosi si fa sintesi, senza necessità di inutili passaggi intermedi.

E’ un Giudice figlio di una cultura nella quale, apparentemente vigente il principio di separazione dei poteri, il suo organo costituzionalmente rappresentativo, il CSM, interviene con “pareri” sul processo formativo delle Leggi. Et de hoc satis, salva un’ultima precisazione.

Il Procuratore Saluzzo richiama gli avvocati al rispetto della Legge e della Costituzione, invitando a lasciare al disciplinare ogni considerazione senza interferire. Già. Ha ragione. Infatti, anche il disciplinare è “cosa loro”. Solo il loro disciplinare, tuttavia. Perché noi, per contro, abbiamo un bel Procuratore Generale che troneggia nei nostri disciplinari presso il CNF e, dulcis in fundo, l’ultima parola spetta alla Cassazione. Alla faccia dell’essere noi uno dei soggetti della triade processuale senza il quale il processo semplicemente non v’è, non esiste. E ciò anche senza necessità di transitare per la costituzionalizzazione dell’avvocato. Il processo actum trium personarum, si insegna. Ma è davvero così, in quest’epoca post illuminista dalle sorti magnifiche e progressive?

Forse è ancora Quintiliano che suggellerebbe magistralmente l’azione dei colleghi torinesi: nulla maggiormente affligge gli animi delle deluse speranze.

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20.01.2020 17:01 Camera Penale Veneziana

Designate le cariche del nuovo direttivo della Camera Penale Veneziana

VICEPRESIDENTE AVV. SIMONE ZANCANI

SEGRETARIO AVV. LUCA MANDRO

TESORIERE AVV. CLAUDIA DE MARTIN

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17.01.2020 16:01 Camera Penale Veneziana

28 GENNAIO 2020: ASTENSIONE dalle udienze deliberata dalla Giunta dell'U.C.P.I.

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15.12.2019 21:12 Camera Penale Veneziana

Eletti il nuovo presidente e il nuovo consiglio direttivo della Camera Penale Veneziana:

RENZO FOGLIATA

FEDERICA BERTOCCO

MASSIMILIANO CRISTOFOLI PRAT

CLAUDIA DE MARTIN

SARAH FRANCHINI

LUCA MANDRO

AUGUSTO PALESE

ILENIA ROSTEGHIN

SIMONE ZANCANI

Buon lavoro e lunga vita!

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