Storia


   10.06.2013
Storia

  

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C'ERA UNA VOLTA ...

LA CAMERA PENALE VENEZIANA

 

 

C'ERA UNA VOLTA ...

 

A quell'appuntamento del 2009 presso l'aula Carnesecchi del Tribunale di Venezia che celebrava i 30 anni della Camera Penale Veneziana, erano presenti, oltre agli organi rappresentativi dell'associazione ed ai vertici della Magistratura veneziana e distrettuale, molti colleghi penalisti e molti praticanti avvocati, i giovani Colleghi che guardano al futuro.

Questi ultimi seguivano la celebrazione quasi con stupore, come dei bambini ai quali viene raccontata la fiaba di un tempo lontano e di un mondo sconosciuto.

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C'era una volta ... nella città di Venezia, sospesa sull'acqua, sotto un cielo azzurro solcato da bianchi cirri, un gruppetto di avvocati che svolgevano prevalentemente la professione di penalista, i quali si scambiavano opinioni e discutevano sulla necessità di "fare gruppo", di far sentire la propria voce unitaria sui problemi della giustizia penale a Venezia ed in Italia, sull'esigenza di organizzare cultura ed informazione, sull'obiettivo di tutelare i giovani Colleghi che stavano scegliendo di dedicare la propria vita professionale al diritto penale, sulla necessità di ottenere rispetto e riconoscimento per la propria toga.

Questo piccolo gruppo di avvocati, alcuni nella piena maturità, altri molti giovani, decisero di fondare la Camera Penale Veneziana: venne scritto il primo statuto dell'associazione.

C'erano una volta ... Antonio Pognici, Luigi Stochino, Marcoleone Bondi, Armando Scaduto, Renato Grasso, Arturo Sorgato,  Giobatta Gianquinto, Ennio Antonucci, Ugo Simonetti, Gian Paolo Cappelletti, Giorgio Pavan, Maria Luisa Mazzega, Eugenio Vassallo, Antonio Franchini e i giovanissimi Fabio Niero, Enzo Di Stasi e Giorgio Bortolotto.

Credevano in quello che facevano ed in pochi anni riuscirono a coinvolgere un buon numero di soci e cominciarono le assemblee, le riunioni del Consiglio Direttivo, le discussioni, i seminari, i dibattiti, le rivendicazioni, in una parola cominciò la democrazia interna, patrimonio storico della Camera Penale Veneziana.

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Il primo Presidente della Camera Penale Veneziana fu Antonio Pognici, un grande penalista dall'inconfondibile tratto umano, amato da tutti i colleghi per il modo di porsi semplice e diretto, simpatico ed anche sbarazzino: è stato Presidente per un lunghissimo periodo, circa 20 anni ed intorno a lui ed al suo "storico" Vicepresidente Luigi Stochino, un vero "maestro" di diritto penale, ma anche e soprattutto di correttezza, deontologia e sensibilità, l'associazione è cresciuta, si è consolidata acquisendo sempre più prestigio non solo a livello locale, ma anche nazionale.

Lo stemma della Camera Penale Veneziana, la "moeca", ovvero il leone di San Marco che stringe fra le zampe il libro aperto in segno di pace, ma che dietro il possente dorso tiene la spada pronta per essere brandita, divenne sinonimo di capacità di organizzazione di grandi convegni (indimenticabile quello al Teatro Goldoni di Venezia sul nuovo codice di procedura penale del 1988) e di creazione di scuole di formazione per praticanti e avvocati, che precorrevano i tempi con originalità e visione del futuro della professione del penalista.

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Poi divenne Presidente Luigi Stochino; purtroppo la sua fu una breve presidenza, poiché questo grande Collega veniva repentinamente stroncato da un malore nell'ottobre 1997.

Egli introdusse nelle consuetudini dell'associazione la "cerimonia delle facciole" durante la tradizionale cena di Natale, cioè la consegna ai praticanti avvocati, che hanno conseguito nel corso dell'anno l'abilitazione professionale, della facciola che si mette al collo sotto la toga; questo rito rimane un simbolo dell'attenzione della Camera Penale Veneziana per i giovani, un segno di investimento sul futuro della professione del penalista.

Fra i grandi appuntamenti di questa presidenza va ricordato il Convegno nazionale sul diritto di cronaca a villa Rossi Foscarini nell'autunno 1997, quando l'Avv. Stochino era già gravissimo e che divenne un omaggio alla sua presidenza e alla sua prestigiosa storia nella Camera Penale Veneziana.

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C'era una volta ... in una bella giornata di sole, con la brezza della primavera in Riva degli Schiavoni, una riunione all'Hotel Londra, ove erano confluiti alcuni Presidenti di altre Camere Penali d'Italia e ove si era deciso un coordinamento a livello nazionale dei penalisti; su un foglio di carta si scrissero a mano i principi ispiratori dell'azione comune.

Erano gli anni '80 del secolo scorso, il primo vagito a Venezia della futura Unione della Camere Penali Italiane.

Negli organi di governo dell'Unione la Camera Penale Veneziana ha sempre, da allora, avuto un posto di prestigio, un riconoscimento della sua importanza: la vicepresidenza per due volte del Consiglio dei Presidenti dell'Unione, e, da 10 anni consecutivamente, un proprio rappresentante nella Giunta Nazionale.

L'associazione con il simbolo del leone ha, come aderente all'Unione Camere Penali Italiane, contribuito alla riforma epocale dell'art. 111 della Costituzione, approvata nel novembre 1999, ed alla stesura della legge sulle indagini difensive, approvata nel dicembre 2000, legge quest'ultima che ha profondamente innovato il tessuto del codice di procedura penale e la stessa attività dell'avvocato penalista.

L'associazione inoltre ha sempre tenuto alta l'attenzione sulla invocata separazione delle carriere per la piena realizzazione del giusto processo.

La direzione di marcia della Camera Penale Veneziana non è mai stata la tutela corporativa degli interessi di una categoria professionale, ma invece quella di una battaglia per la difesa e la promozione dei diritti civili, da quelli fondamentali alle garanzie nel processo, condotta tessendo pazientemente e puntigliosamente la trama di riforme che portassero il marchio culturale dei principi liberal - democratici, secondo un percorso di progressivo incivilimento del paese nello scenario di una democrazia matura.

Questa scelta non è mai venuta meno, ma si è tramandata di generazione in generazione: l'educazione della difesa.

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Poi fu il tempo di un'altra generazione, quella di Eugenio Vassallo, che ha ricoperto la carica di Presidente per circa 10 anni; un penalista di razza, intelligente e pugnace, intorno al quale la Camera Penale Veneziana ha continuato a crescere, a fiorire in nuove iniziative.

Verso il termine del mandato di Eugenio Vassallo la Camera Penale Veneziana affrontò il tema della propria autoriforma, introducendo il principio dell'elezione diretta del Presidente.

E così nel 2005 divenne presidente Antonio Franchini, che per sei anni ha ricoperto la carica; la nomina avvenne nel bel mezzo di una crisi nei rapporti della Camera Penale Veneziana con gli organi istituzionali dell'Avvocatura veneziana, crisi che indusse la nostra associazione ad una netta presa di posizione ed alla presentazione di una propria lista di candidati alle elezioni del Consiglio dell'Ordine del febbraio 2006.

In quella occasione si è compresa la forza, la coesione e l'autosufficienza della Camera Penale Veneziana, qualità cementata da una storia di battaglie sempre vinte.

E così, dopo un anno di "Aventino", veniva offerto alla Camera Penale Veneziana il ramoscello d'ulivo, che doveva poi portare alla Presidenza dell'Ordine di Venezia un rappresentante della nostra associazione, Daniele Grasso.

Negli ultimi vent'anni i penalisti veneziani hanno espresso due Presidenti dell'Ordine, che hanno rappresentato la classe forense veneziana per quattordici anni: questo è il simbolo, la forza, il prestigio della associazione Camera Penale Veneziana.

In questi anni più recenti i penalisti lottano contro le condizioni di degrado del carcere e aumenta ulteriormente, grazie al sacrificio ed alla dedizione di tanti Colleghi giovanissimi, giovani e meno giovani, l'attività formativa articolata in seminari, corsi di formazione, corsi di alta specializzazione e una "palestra" della difesa penale con esercitazioni.

Memorabile il seminario sul principio introdotto nella legge positiva dell'"oltre ogni ragionevole dubbio", il fiume carsico della presunzione di innocenza che scorre nell'intero ordinamento penale.

I più famosi esperti di diritto penale e processuale penale sono "onorati" di essere invitati agli appuntamenti seminariali organizzati dalla Camera Penale Veneziana, da Cordero a Ferrua, da Padovani a Pecorella, da Zanotti a Giostra, da Giarda a De Luca.

E' il fiore della cultura giuridica italiana, curato negli anni e nei decenni dalla Camera Penale Veneziana, e sbocciato nella maturità dei propri colori.

Sono stati anche creati i "comitati di zona" della Camera Penale Veneziana, gruppi di colleghi che operano nelle sedi distaccate del Tribunale di Venezia, per un ancor migliore radicamento sul territorio dell'organizzazione dei penalisti e per la realizzazione sempre più "orizzontale" e democratica dell'associazione.

E la Camera Penale Veneziana va ...

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Divenne ed è Presidente Renato Alberini, un'altra generazione ancora, un penalista moderno, arguto, preparato e altamente professionale, che è destinato a portare avanti ed a migliorare ancora, alzando l'asticella, il prestigio della Camera Penale Veneziana, la cui grandezza riposa nella propria storia e nell'opera di tanti penalisti soci che hanno creduto con entusiasmo e dedizione all'idea nata tanti anni fa.

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C'era una volta un piccolo gruppo di avvocati penalisti che avevano un sogno: la tutela dei diritti, la città della legge, lo spirito di colleganza, la formazione e la crescita dei giovani, la dignità ed il rispetto della toga dell'avvocato.

E la fiaba continua ...

 

 

 

La Camera Penale Veneziana "Antonio Pognici" ringrazia il suo Presidente d'Onore, avv. Antonio Franchini, per aver accolto l'invito a fissare nella memoria delle generazioni presenti e future di penalisti veneziani, le persone e gli ideali che hanno animato, come animano, la vita dell'associazione.

Venezia, lì 14 Giugno 2013.

 

 


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Rubrica: Storia

10.06.2013


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